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Granulite
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La mwbagranulite è una mwbqroccia metamorfica di alta temperatura e pressione medio-alta, generalmente anidra, a tessitura mwbgisotropa, mwbwgranoblastica equigranulare. La grana è generalmente da millimetrica a plurimillimetrica e l'aspetto quello di una mwcaroccia ignea intrusiva.

Contents

Note

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Etimologia

Il termine mwdagranulite viene dal latino mwdqgranulum, piccolo grano e dal greco λίθος =mwdglithos, pietra.

Composizione e problemi inerenti alla terminologia

La composizione più comune di una granulite è mweqquarzo, feldspati (mwegK-feldspato e/o mwewplagioclasio) e uno o più mwfasilicati ferro-magnesiaci: principalmente mwfqpirosseni e mwfggranati, dove questi ultimi hanno una composizione complessa (solitamente miscele di mwfwpiropo (~50%), mwgagrossularia (~20%) e mwgqalmandino)cite-ref-amico-1-0[1].

Il termine mwhwgranulite ha cambiato di significato nel tempo e nelle varie scuole e il suo uso si è complicato con l'introduzione del concetto di facies nella mwiapetrologia metamorfica da parte di Eskola (1920, 1952), quando il nome di granulite è stato proposto per tutte le rocce rientranti nel campo di pressione e temperatura della mwiqfacies delle granuliti, indipendentemente dalla composizione chimica del mwigprotolito. Fino a qualche decennio fa in Italia si usava distinguere tra mwiwgranuliti acide con paragenesi a mwjaortoclasio pertitico (ovvero con smistamenti lamellari di mwjqalbite all'interno), mwjgplagioclasio sodico e antipertitico (ovvero con smistamenti lamellari di k-feldspato all'interno), mwjwgranato, mwkaquarzo ± mwkqcianite o mwkgsillimanite (in funzione della pressione) ± mwkwiperstene ± mwlaspinello e mwlqgranuliti basiche con paragenesi a mwlgplagioclasio calcico e antipertitico, mwlwortopirosseno, mwmagranato o mwmqaugite ± mwmgspinello ± mwmwscapolitecite-ref-amico-1-1[1]. A scala macroscopica le prime sono di colore grigio chiaro e somigliano a prima vista a mwoagranitoidi, mentre le seconde sono scure e assomigliano a mwoqdioriti. Se la grana è sufficientemente grande è però possibile notare che nelle granuliti, a differenza delle mwogrocce intrusive, nessun cristallo ha contorni rettilinei, cioè mancano i cristalli mwowidiomorfi presenti nelle rocce intrusive. Inoltre nelle granuliti può essere presente una debole mwpatessitura gneissica. Queste caratteristiche sono però simili a quelle delle mwpqcharnockiti, rocce intrusive granitoidi anidre, cristallizzate ad alta temperatura alla base della crosta, in un ambiente a mwpgfacies granulitica. Questo ha indotto per lungo tempo a chiamare erroneamente "charnockiti" le granuliti a mwpwortopirosseno, confondendole con i simili granitoidi con cui sono a contatto.

Secondo le raccomandazioni dell'mwqqIUGS (International Union of Geological Sciences) il termine mwqggranulite va usato in questo senso:,

mwraRocce metamorfiche di alto grado nelle quali i silicati ferromagnesiaci sono prevalentemente liberi da idrossidi (cioè anidri), la presenza di mwrqfeldspati e la contemporanea assenza di mwrgmuscovite primariacite-ref-2[2]sono critiche e la mwswcordierite può essere presente. I minerali maggiori costituenti devono essere indicati da un prefisso. Le rocce con più del 30% in volume di minerali mafici (prevalentemente pirosseno) possono essere chiamate mwtagranuliti mafiche, quelle con meno del 30% in volume di minerali mafici (prevalentemente pirosseno) possono essere chiamate mwtqgranuliti felsiche. Il termine non deve essere usato per marmi, rocce ultramafiche, a silicati di calcio, ferrifere o quarzitiche che rientrano nel campo della facies granulitica.cite-ref-iugs-3-0[3]

In questa definizione sono comprese rocce appartenenti, oltre alla facies granulitica, anche a quella anfibolitica di più alto grado. Si supera così l'errore di identificare le granuliti con la facies granulitica. In alternativa è stato proposto anche di sostituire il termine mwuwgranulite con il più neutro mwvagranofelscite-ref-4[4] ma il suo uso è per ora limitato.

Andrebbero invece abbandonati i seguenti termini, correlati in passato alle granuliticite-ref-iugs-3-1[3]:

• mwyamwyqleptinite
• mwywhälleflinta: usato principalmente in Svezia e Finlandia per rocce massicce quarzoso-feldspatiche a grana fine, con aspetto corneo, derivate da mwzarocce intrusive acide o mwzqtufi. Può avere tessitura a bande o mwzgporfiroblastica. In parte sinonimo di mwzwleptinite.
• mwaqleptite: usato in Svezia per rocce quarzoso-feldpatiche con subordinati minerali femici, a tessitura mwaggneissica o granoblastica, grana fine e origine mwawsedimentaria. Il grado metamorfico è più alto di quello degli hälleflinta.
• mwbqnamiester stein: Nome obsoleto usato per granuliti della località di Námiěšt, nel Massiccio Boemo.
• mwbwtrapp granulite: corrisponde alle granuliti mafiche. Termine obsoleto usato in origine per rocce di origine basaltica e composte da quarzo, plagioclasio, pirosseno, pirrotina e granato.
• mwcqweisstein: termine usato dalla scuola tedesca nelle prime descrizioni delle granuliti della mwcgSassonia.
• mwdastronalite: termine regionale usato per rocce metamorfiche di alto grado presenti nella mwdqzona Ivrea Verbano delle Alpi, composte principalmente da granato, feldspati e quarzo. Possono avere biotite e cordierite ± sillimanite o cianite. L'IUGS raccomanda di sostituire il termine con mwdggranulite o mwdwgranofels/gneiss a granato, quarzo e plagioclasio.
• mweqpyribolite: roccia di alto grado composta da plagioclasio, orneblenda, clinopirosseno, ortopirosseno e granato.
• mwewpyriclasite: roccia di alto grado composta da plagioclasio e pirosseni (orto- e/o clinopirosseno) con o senza granato. Il contenuto di mafici supera il 30% in volume della roccia.
• mwfqpyrigarnite: inizialmente definiva una roccia di alto grado composta da pirosseni e granato; l'eventuale presenza di plagioclasio era indicata dal prefisso plagio- (Vogel, 1967). In seguito il plagioclasio venne aggiunto come costituente fondamentale, con i minerali mafici superiori al 30% in volume (Mehnert, 1972). L'IUGS raccomanda di sostituire il termine con mwfggranulite mafica ricca in granato o mwfwgranofels a pirosseno, granato e plagioclasio.
• mwgqgranulite a pirosseno: sinonimo di granulite mafica.

Ambiente di formazione

Le granuliti sono principalmente localizzate nella crosta continentale profonda delle aree tettonicamente stabili (scudi precambrici). La condizione di assenza di fluidi è caratteristica delle granuliti nel momento o attorno al momento in cui registrano il picco termico del mwhametamorfismo. La mancanza d'acqua in queste rocce può essere imputata all'origine da metamorfismo di rocce eruttive già anidre o da vari mwhqprotoliti che abbiano perso in precedenza l'acqua (arenarie, peliti). In quest'ultimo caso non si può pensare ad una semplice perdita d'acqua per metamorfismo crescente, perché nei grandi complessi sedimentari difficilmente l'acqua tenderà ad allontanarsi in tempi geologici relativamente brevi, per diffusione verso l'esterno. Più facilmente queste rocce subiranno l'anatessi (fusione parziale) non appena supereranno la temperatura del mwhgsolidus dei graniti. Quindi, o il periodo metamorfico di alta temperatura è stato molto lungo, permettendo a tutta l'acqua di essere allontanata, oppure le granuliti si sono sviluppate come secondo metamorfismo di rocce già metamorfiche di alto grado o mwhwmigmatitiche, dalle quali l'acqua si era già allontanata per il lento raffreddamento seguito al primo metamorfismocite-ref-amico-1-2[1].
Le granuliti del Sud dell'mwjqIndia, e dello mwjgSri Lanka, dove la transizione dalla mwjwfacies anfibolitica alla facies granulitica è stata favorita dal passaggio di fluidi ricchi di COmwka2, rappresentano un'eccezione alla normale condizione di assenza di fluidicite-ref-harley-5-0[5].
La granuliti si pensano formate per la maggior parte in un ambiente con pressioni medie di 0,75 ± 0,1 mwlgGPa e temperature medie di 800 ± 50 °C. Ma questo ambiente geodinamico di formazione piuttosto semplice, ritenuto per lungo tempo il più probabile, si è rivelato in realtà più complesso. Harley (1989), analizzando i dati delle associazioni mineralogiche e dei geotermobarometricite-ref-6[6]di più di 90 terreni granulitici, ha notato che oltre il 50% di essi si è formato in ambienti al di fuori del campo di pressioni e temperature (P-T) ritenuto normale. In particolare molti registrano temperature di stabilizzazione assai più alte, di 900-1000 °C. Sono stati inoltre individuati due differenti percorsi temporali geodinamici legati alla loro riesumazione: quello di una decompressione quasi isotermica (ITD) e quello di un raffreddamento quasi isobarico (IBC)cite-ref-harley-5-1[5].
Le mwoagranuliti ITD sono ritenute essersi formate in una crosta inspessita per collisione di placche, con l'aggiunta di intrusioni magmatiche come importante sorgente aggiuntiva di calore. L'erosione non è tuttavia considerata essere l'unico processo di assottigliamento post-collisionale. Infatti i percorsi ITD indicano un assottigliamento più rapido, di 1-2 mm/anno, collegato ad una riesumazione tettonica durante una fase di distensione moderata o in declinocite-ref-harley-5-2[5].
Le mwpggranuliti IBC possono essersi formate in ambienti diversi. Quelle che mostrano un mwpwpercorso P-T in senso antiorario sono ritenute essersi formate all'interno o al disotto di aree di voluminosi corpi magmatici, con o senza estensione crostale. Le granuliti IBC a livelli più superficiali (<0,5 GPa) possono essersi formate durante l'estensione di una mwqacrosta di normale spessore. Quelle più profonde richiedono modelli più complessi. Molte granuliti a livelli crostali profondi potrebbero essersi formate in una crosta inspessita che ha subito un rapidissimo assottigliamento estensionale (5 mm/anno) successivo alla collisione. Harley ritiene che la conservazione dei percorsi P-T di tipo IBC piuttosto che di quelli ITD in molte granuliti è collegato primariamente all'intensità e all'estensione nel tempo dell'assottigliamento distensivo di una crosta ispessita. Tuttavia sono stati osservati anche percorsi ibridi da ITD a IBCcite-ref-harley-5-3[5].
La maggior parte delle granuliti IBC, e probabilmente molte di quelle ITD, non è stata esposta alla superficie terrestre come risultato dell'episodio tettonico che le ha prodotte: esse sono rimaste nella crosta intermedia o inferiore per un lungo periodo (da 100 a 2000 Ma) dopo l'evento che le ha generate. L'eventuale loro riesumazione avvenne attraverso la loro incorporazione in eventi magmatici e tettonici non collegati alla loro formazionecite-ref-harley-5-4[5].

Distribuzione

In Italia le granuliti sono presenti nelle Alpi Occidentali, nella cosiddetta mwtamwtqZona Ivrea Verbano, tra la media mwtgValle Strona e la bassa mwtwValle del Toce, e in mwuaCalabria. In Europa troviamo granuliti in mwuqSassonia (mwugGermania), nel mwuwMassiccio Boemo (mwvaRepubblica Ceca) e in mwvqLapponia. Sono presenti inoltre nelle catena degli mwvgAdirondack, tra Stati Uniti e Canadacite-ref-amico-1-3[1] e nell'mwwwIndia meridionale.

Note

cite-note-amico-11. C. D'Amico - mw0aAppunti di petrografia - C.L.U.B., Bologna, 1970
cite-note-22. la muscovite non deve essere presente nella mw1aparagenesi granulitica, ma potrebbe comparire per effetto di una fase metamorfica retrograda.
cite-note-iugs-33. mw2gAmphibolite and Granulite. Recommendations by the IUGS Subcommission on the Systematics of Metamorphic Rocks (2007) in mw2whttps://www.bgs.ac.uk/scmr/docs/papers/paper_8.pdf
cite-note-44. Myron G. Best, mw3wIgneous and metamorphic petrology, 2nd edition - Blackwell, 2003 pag. 331.
cite-note-harley-55. S. L. Harley - mw6wThe origins of granulites: a metamorphic perspective (1989) - Geological Magazine, 126, 3 , pp. 215-247
cite-note-66. Studiando sperimentalmente come variano le trasformazioni mineralogiche e la composizione chimica di alcuni minerali al variare della pressione e della temperatura nelle rocce metamorfiche, si è scoperto che alcune di esse possono essere utilizzate come indicatori di una data pressione o temperatura raggiunta dalla roccia metamorfica in un determinato momento della sua evoluzione.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) granulite, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmindat(EN) Granulite, su Mindat.org.